IMMAGINI DELLA SARDEGNA

 

L'ambiente pedoclimatico della Sardegna

SARDEGNA: Ambiente naturale.

La Sardegna è per estensione la seconda isola del mediterraneo, dopo la Sicilia.
La bassa densità di popolazione ha determinato, nel tempo, la conservazione di vaste superfici disabitate.
La catena del Gennargentu , in provincia di Nuoro, ha le cime montuose più alte dell'isola (circa 1864 metri).
Esistono due pianure: a nord la Nurra e a sud il Campidano.
L'isola ha la forma di un sandalo: Sandalia era il suo nome nell'antichità.
I golfi principali sono: a nord il golfo dell'Asinara, a sud quello di Cagliari, a oriente il golfo di Orosei e a occidente quello di Oristano.
Esistono due gruppi principali di isole minori: a nod-est l'Arcipelago della Maddalena e a sud ovest l'Arcipelago del Sulcis.
In antiche ere geologiche l'isola era unita alla Toscana tramite la Corsica: ciò permise la migrazione di piante e animali dal continente europeo. A causa del successivo isolamento, L'evoluzione ha determinato la nascita di molte sottospecie caratteristiche della Sardegna, i cosiddetti "endemismi", sia tra le piante che tra gli animali.
La Sardegna reca la traccia di tutte le antiche ere geologiche: le montagne del Sulcis e dell'Iglesiente emergevano dal mare già 600 milioni di anni fa. La roccia granitica, si formò circa 350 milioni di anni fa e costituisce lo scheletro di quasi tutta l’isola, anche se è evidente in Gallura e in Barbagia. L’Ogliastra, la Barbagia e la zona di Capo Caccia presso Alghero, 200 milioni di anni fa, furono invase dal mare, che quando si ritirò lasciò i depositi calcarei che formano le rocce del Supramonte. La costa del golfo di Orosei e dei “tacchi” (massicci isolati) dell’Ogliastra. Il vulcanesimo di 50 milioni d’anni fa ha lasciato i vulcani spenti dell’Oristanese (M. Ferru e M.Arci) e del Logudoro. Altopiani formati dalla lava sono quello di Abbasanta e quello di Campeda, e le isole del Sulcis (Sant’Antioco e San Pietro). Circa 1 milione d’anni fa si formò la piana del Campidano per il riempimento del tratto di mare che separava la Sardegna dai monti dell’Iglesiente e del Sulcis. Si formarono le Giare, altopiani basaltici, quali quello di Gesturi. Le numerose grotte presenti in Sardegna furono scavate in milioni di anni dalle acque dolci nelle rocce calcaree: per esempio la Grotta di Nettuno Alghero, a Cala Gonone la Grotta del Bue Marino e quella d’ Ispinigoni, a Santadi la Grotta Is Zuddas, ecc..
I fiumi sardi hanno una bassa portata e un carattere torrentizio, con piene d’inverno e secche d’estate. Fanno eccezione i fiumi maggiori: Tirso, Coghinas, Flumendosa, Cedrino, Temo (unico fiume navigabile, in territorio di Bosa).
La necessita di approvvigionamenti d’acqua ha determinato la costruzione di numerose dighe: sono nati così vari laghi artificiali: L’Omodeo, il Coghinas, il Liscia, il lago di Gusana, del Flumendosa e del Cedrino, e quello di Mulargia. L’unico lago di origine naturale è il lago di Baratz, nella Nurra.
Per quanto riguarda le montagne, in Gallura le cime del Monte Limbara (1300 m.) formano una delle catene più alte della Sardegna. In Logudoro vi sono montagne di origine vulcanica. In Barbagia oltre al massiccio del Gernagentu, vi sono le montagne del Suppramonte. In Baronia abbiamo il Monte Albo e nella zona di Macomer e Bono la catena del Margine-Goceano. Nell’Oristanese abbiamo i gruppi del Muntiferru e dell’Arci, di origine vulcanica.
Nel Cagliaritano troviamo il gruppo dei Monti Sette Fratelli e il Salto di Quirra, attraversato dal Flumendosa; infine le montagne del Sulcis-Iglesiente.
Le coste della Sardegna, con uno sviluppo di 1869 Km; sono prevalentemente alte e rocciose, presentano tuttavia un’enorme varietà di aspetti, con piccoli golfi, calette, promontori rocciosi, spiagge e insenature.

 
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