I
ROMANI
Nel 238 a.C. i Romani
sconfissero i Cartaginesi
nella prima guerra
punica e la Sardegna
divenne una provincia
di Roma.
I Romani ampliarono
e abbellirono le città
costiere e penetrarono
militarmente anche
nella Baraggia facendo
terminare la civiltà
nuragica.
La dominazione durò
circa 700 anni e fu
spesso combattuta
dai Sardi che tuttavia
adottarono la lingua
e la civiltà
latina.
I Cartaginesi avevano
sviluppato in Sardegna
la produzione di grano:
i Romani incrementarono
ancora la monocoltura
del cereale. La costruzione
di un’importante
rete stradale fece
aumentare in questo
periodo il tenore
di vita dei Sardi,
anche se Roma non
riuscì mai
a conquistare la Baraggia,
le cui popolazioni
si ribellavano agli
eserciti inviati dalla
capitale.
Oltrechè sulle
città puniche
della costa, il dominio
dei Romani si estese
all’interno,
dove lungo le strade,
furono fondate varie
stazioni; Kalaris,
(Cagliari) rimase
il Centro più
importante anche durante
la dominazione Romana,
ma si svilupparono
anche Olbia e Turris
Sibisonis.
Tra il I e il III
secolo dopo Cristo,
nell’età
imperiale in sardegna
ci fu un periodo di
pace e prosperità;
in tutta l’isola
si costruirono ville,
palazzi, terme, templi,
ponti e strade. I
commerci, assai floridi,
si basavano sulla
ricca produzione di
grano, sull’attività
delle miniere e manifatturiera
(terracotta, granito),
sull’allevamento
del bestiame. Molto
importanti erano i
traffici nell’interno
dell’Isola che
produceva in abbondanza
grano e bestiame anche
per Roma.